La spinta degli Stati Uniti verso la vendita diretta ai consumatori (DTC) da parte delle aziende farmaceutiche incontra diverse sfide che ne limitano l’adozione su larga scala. Secondo gli analisti di GlobalData, la scarsa consapevolezza dei pazienti sull’esistenza di queste vendite e le interruzioni nei canali di distribuzione tradizionali potrebbero frenare l’adozione del modello. Eli Lilly ha avviato questa pratica l’anno scorso con LillyDirect, seguita da Novo Nordisk con NovoCare Pharmacy e Pfizer con Pfizer4All. La questione ha assunto anche una dimensione politica con l’ordinanza esecutiva del presidente Donald Trump di maggio, che promuove la vendita DTC come parte della sua strategia sui prezzi. Wafaa Hassan, analista senior di GlobalData, ha spiegato che questa iniziativa è legata all’agenda ‘America First’ e al quadro di prezzi ‘nazione più favorita’ (MFN). L’ordinanza incarica il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) di facilitare programmi di acquisto diretto per i farmaci venduti al prezzo MFN. Il primo successo è stato con Eliquis di Bristol Myers Squibb e Pfizer, il cui lancio delle vendite DTC è previsto per settembre. Trump sostiene che queste vendite ridurranno i costi e aumenteranno l’accesso ai farmaci, ma il loro impatto a lungo termine è ancora incerto. Hassan ha aggiunto che le aziende farmaceutiche dovranno affrontare nuove sfide operative, pressioni sui margini e possibili conflitti con le assicurazioni. Il successo dipenderà da come l’industria saprà gestire questi compromessi nei prossimi mesi.

